Una flâneuse nelle Cinque Terre: 5 passeggiate invernali da non perdere.

Le mie passeggiate questa volta non hanno come meta tortuose rues parigine e accoglienti bistrots, ma un luogo molto diverso, anche se altrettanto unico: le CINQUE TERRE, un lembo di terra incastonato tra Liguria e Toscana. I miei itinerari preferiti tra carrugi e sentieri a strapiombo sul mare in inverno sono ancora più affascinanti e non richiedono alcuna abilità sportiva (se mi segui da un po’ sai che allo sport preferisco di gran lunga la pasticceria), solo una buona dose di curiosità!

E allora: vuoi partire con me?!…

RIOMAGGIORE E MANAROLA: TRA I CIAN LUNGO IL SENTIERO 531.

Nelle 5 Terre, più che altrove, è evidente quanto sia meraviglioso e fragile l’equilibrio tra l’ambiente naturale e il lavoro dell’uomo, che con fatica e testardaggine è riuscito a integrarsi in questi luoghi tanto affascinanti quanto inospitali.

Riomaggiore-Cinque-Terre-lacasettadelmerlo.wordpress.com
Riomaggiore, 5 Terre © Elena Palombo

Nel corso dei secoli gli abitanti hanno trasformato le ripide colline in CIANpiccoli terrazzamenti sorretti da muretti a secco e piantumati con uliveti, vigne e orti.

Ancora oggi i cian, grazie alla tenacia degli uomini che hanno trasportato in spalla le pietre necessarie per costruire migliaia di metri di muri, sono la risorsa principale per la salvaguardia di un territorio Patrimonio Unesco dal 1997.

Per osservare da vicino questa immensa opera, ti consiglio (con scarpe da trekking ed evitando le giornate di pioggia o molto calde) di prendere il SENTIERO 531, che prima della costruzione della celebre Via dell’Amore permetteva agli abitanti di Riomaggiore e Manarola di andare da un borgo all’altro.

Il sentiero ti porta da Riomaggiore fino al crinale di COSTA CORNIOLO, passando tra le vigne dei cian e la macchia mediterranea. Arrivato in cima puoi sederti, respirando a fondo i profumi di questa terra, e con lo sguardo andare fino a Capo Montenero, volare su Manarola e raggiungere Monterosso e la Punta del Mesco.

E, se la giornata è tersa, distinguere il profilo dell’Arcipelago Toscano, laggiù tra mare e cielo!

Ormai ubriaco di questo panorama, puoi ora prendere la scalinata, parte in pietra e parte scavata nella roccia, che scende giù a Manarola … e qui finalmente assaporare il frutto del lavoro degli abitanti sui cian: un fresco calice di Sciacchetrà, un raro vino passito dolce e aromatico.

Riomaggiore, 5 Terre.
Riomaggiore, 5 Terre © Elena Palombo

Per il ritorno a Riomaggiore, puoi scegliere di prendere la comoda Via dell’Amore, che passa in piano a pochi metri dal mare, o il treno locale.

Per qualsiasi informazione riguardo la praticabilità dei sentieri o altri dettagli utili, puoi rivolgerti al personale degli Uffici del Parco delle 5 Terre o consultare il  Sito Ufficiale del Parco Nazionale.

IL PRESEPE DI MANAROLA

 La creatività può dare vita a opere talmente spettacolari da lasciare a bocca aperta!

La mia ammirazione va al Signor Mario Andreoli, ex operaio delle ferrovie in pensione, che ogni anno nel periodo natalizio illumina di magia la Collina delle Tre Croci di Manarola. In circa 50 anni di lavoro appassionato, ha creato oltre 300 figure a grandezza naturale, illuminate con migliaia di luci, che danno vita al più suggestivo tra i presepi:

Manarola, 5 Terre, https://www.homelidays.it/casa-vacanze/p6452582
Manarola, 5 Terre © Elena Palombo

Per ammirarlo, ti suggerisco di salire verso il crepuscolo nella parte alta del borgo, nei pressi della Chiesa di S.Lorenzo, e di sederti di fianco al campanile con lo sguardo verso ovest. E poi cerca di distinguere ogni figura con calma, senza fretta: l’immancabile capanna con la Sacra Famiglia, i contadini, i pastori con pecore e capre, ma anche le torri di avvistamento merlate e i pescatori con le reti da pesca, i gozzi e tutti gli abitanti di queste acque…non credo ci sia un solo abitante di queste terre che possa dire di essere stato dimenticato.

Il presepe è stato creato usando materiali di recupero e da qualche anno è alimentato con un impianto fotovoltaico che non incide sul delicato equilibrio di questo ambiente.

 

CORNIGLIA E S.BERNARDINO.

A Corniglia è ancora più evidente che negli altri borghi delle 5 Terre quanto questi paesi, famosi nel mondo come villaggi di pescatori, siano invece legati all’entroterra.

Un punto di osservazione tra i più belli della zona si ha dalla piccola S.Bernardino, un paesino di 6 residenti appollaiato a circa 385 metri slm proprio sopra la spiaggia naturista di Guvano, a Corniglia.

San Bernardino, Corniglia, 5 Terre
San Bernardino, Corniglia, 5 Terre © Elena Palombo

Purtroppo il sentiero che un tempo collegava i due borghi è in parte ostruito da una frana, ma puoi comunque raggiungere S.Bernardino con la strada provinciale e qui, oltrepassato il santuario di origine tardo medioevale di S.Maria delle Grazie, affacciarti al belvedere… sorseggiando un bicchiere del vino bianco locale, che i vitigni di Albarola, Bosco e Vermentino ci offrono.

S.Bernardino, Corniglia, 5 Terre, https://www.homelidays.it/casa-vacanze/p6452582
© Elena Palombo

Del resto non sarebbe educato sottrarsi all’invito del comitato di benvenuto di S.Bernardino!

E infine, semplicemente lascia rotolare lo sguardo giù per i cian, fino a Corniglia e al mare, zigzagando attraverso le vigne che si delineano contro il turchino.

LA VISTA DI VERNAZZA dal Sentiero Azzurro.

 Si tratta di quell’immagine da cartolina che, uscita dai confini della Liguria, è entrata nell’immaginario dei turisti di tutto il mondo come il simbolo delle 5 Terre.

Per godere di questa vista è sufficiente imboccare il Sentiero Azzurro n° 592-4 ex 2d in direzione Monterosso, a pochi passi dal centro storico, e dopo qualche metro voltarsi indietro!

Cinque-passeggiate-nelle-cinque-terre-https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
Vernazza, 5 Terre © Davide Cenadelli

Anche se penso che il fascino più autentico di questi borghi sia da ricercare in luoghi più appartati, non posso evitare di ammirare Vernazza  da questa posizione privilegiata… e ricordare quando, soffocata da un fiume di fango putrido, nel 2012 mi ha fatta piangere.

E adesso eccola ancora lì, che nuovamente sfoggia tronfia tutto il suo incanto e, sarà la luce del tramonto, mi sembra anche più bella di prima!

Ti consiglio questa esperienza rigorosamente in bassa stagione, quando il sentiero non è affollato dai visitatori.

 

Il PARCO LETTERARIO EUGENIO MONTALE a Monterosso.

Con la ricorrenza dei 40 anni dal Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e la Società Dante Alighieri di Firenze hanno istituito, in collaborazione con il Comune di Monterosso, il Parco Letterario® Eugenio Montale.

Un parco letterario è “uno spazio fisico e mentale, un angolo magico, un luogo prescelto da autori e poeti ancora presenti nel paesaggio” (Stanislao Nievo).

Monterosso, 5 Terre

Il mio consiglio è di scegliere un pomeriggio invernale, mettere la tua raccolta di poesie preferita in borsa, e iniziare con tutti i sensi spalancati la tua personale ricerca di quelle sensazioni contrastanti che Montale ha trasmesso così bene.

Vaga per le stradine del centro di Monterosso, con lo sguardo diretto alle piastrelle di cielo sopra i vicoli e l’olfatto teso a cogliere il ruvido sentore dei limoni. Poi allontanati senza fretta dal borgo antico, prima salendo al Convento dei Cappuccini e dopo scendendo verso Fegina, seguendo i sentieri vicini alla passeggiata sul lungomare ma al tempo stesso così lontani…

“Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni”.

… fino a intravedere tra gli alberi la pagoda giallognola dove il poeta trascorreva insofferente lunghe estati assolate, riflettendo sul far della sera.

“ E andando nel sole che abbaglia sentire con triste meraviglia com’è tutta la vita e il suo travaglio in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”.

Per proseguire con la tua ricerca di emozioni, fra i tanti itinerari escursionistici possibili, ti consiglio quello che da Fegina (oltrepassato il Circolo Velico di Monterosso) raggiunge PUNTA MESCO e i ruderi dell’eremo di S.Antonio: il SENTIERO n° 590 – SVA 10.

E’ un sentiero che si inerpica su per la ripida collina, seguendo esili tracce

“… Vedo il sentiero che percorsi un giorno come un cane inquieto; lambe il fiotto, s’inerpica tra i massi e rado strame a tratti lo scancella …

e passando tra lecci, pini di mare, corbezzoli e cespugli di aromi profumati che ti riempiono il respiro (complice il fiato corto), puoi arrivare fino a circa 304 metri slm, dove si trovano le rovine romaniche dell’eremo…

del resto chi non si sentirebbe predisposto a contemplare e meditare immerso in questa scenografia?

Cinque-Terre-https://lacasettadelmerlo.wordpress.com
© Elena Palombo lacasettadelmerlo.wordpress.com

Il tragitto richiederebbe solo un’ora abbondante di cammino, ma è proprio impossibile non fermarsi più volte a fissare incantati tutti i colori del mare e il panorama unico, là dove la vista si estende dal Promontorio di Portofino fino alle Isole di Portovenere.

Io quei panorami e quelle emozioni ormai li ho dentro, indelebili, ma è comunque sempre un piacere ritornare a riviverli e scoprirne nuove sfumature… e poi, spero di averti trasmesso la voglia di partire!

Buon viaggio e … buon 2019!

Elena

La Casetta del Merlo, 31 dicembre 2018

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19 risposte a "Una flâneuse nelle Cinque Terre: 5 passeggiate invernali da non perdere."

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  1. Elena che bel tour mi hai fatto fare! E quanti ricordi hai risvegliato in me!!! Conosco quelle zone, non bene come te, perchè ci sono andata più volte, prima col fidanzato, poi divenuto marito, ad ammirare panorami, mare, paesi indimenticabili e che dire della cucina? Noi siamo sempre andati in primavera, e ci siamo stati da Dio!!!

    Le immagini sono bellissime! Sono foto tue?

    Buon Anno carissima! E un forte abbraccio!!!

    Vitty. ❤

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    1. Grazie, sono felice che il mio post ti sia piaciuto. Le foto sono tutte mie tranne quella di Vernazza, che è stata scattata da Davide C. (ovvero “il consorte”, che a volte cito in questo blog). Ancora tanti auguri … mi fa piacere averti conosciuta! Elena

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    1. Grazie ❤… I tuoi complimenti mi incoraggiano molto perché difficilmente le mie foto mi soddisfano davvero; di solito ne guardo una e penso: “bellina, sì, peccato però che somigli ben poco a quella che avevo in mente”🤔 A presto!

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  2. Passeggiavo con te… posti dove non sono mai stata, ma che dicono siano bellissimi! A volte cerchiamo paesi e nazioni all’estero e non consideriamo il fatto che l’Italia è tutta bella, da nord a sud! Isole comprese.

    Le foto sono bellissime! Brava con mestoli e con macchine fotografiche!

    Tanti cari auguri di buon anno Elena e piacere di averti conosciuta.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per tutti questi complimenti che, a dirla tutta, non so quanto siano meritati … però cucinare, viaggiare (amo l’Italia, oltre confine solo a Parigi mi sento “a casa”) e fare foto mi piace e quando arriva un apprezzamento mi fa sempre molto piacere! Anch’io sono felice di averti “incontrata”, ricambio gli auguri e … a presto! Elena

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