Il vicino troppo vicino, le ciabatte trascinate, la sabbia che pizzica … però che buona la farinata!

Non sono un tipo da spiaggia.

Meglio: non sono un tipo da spiaggia da giugno a fine agosto, perché il mare fuori stagione, soprattutto se ammirato dall’alto di una scogliera in una giornata ventosa o percorrendo una lunga spiaggia deserta in compagnia di me stessa, è tra gli scenari più affascinanti che io riesca ad immaginare …

ma sto divagando, perché questa non è una riflessione sul fascino della solitudine (non questa volta).

L’idea per il post di oggi nasce in ricordo di una vacanza estiva in Liguria di molti anni fa (la prima che io ricordi con chiarezza), con mio cugino ed io bambini che scoprivamo il mare, assaporando curiosi quell’inconfondibile mix di sabbia, acqua salata, crema solare e … farinata!

Eh sì, perché il mio ricordo più bello di quei giorni non è la sabbia (pizzica, soprattutto ), gli ombrelloni (troppo vicini), l’acqua (non sapevo ancora nuotare) o l’abbigliamento comodo, ma quella “cosa” squisita a forma di triangolo che si materializzava per magia al momento della merenda!

E allora, tipi da spiaggia oppure no, non è bello ricordare quei momenti in cui la compagnia di un piccolo amico e un buono spuntino facevano la felicità?!

 LA FARINATA

La ricetta tradizionale ligure prevede l’utilizzo del testo (una particolare teglia in rame stagnato) e un forno, preferibilmente a legna, che raggiunga almeno i 270° C; per questo motivo la ricetta che ti propongo non è quella originale d.o.c., ma può essere riprodotta con soddisfazione anche nelle case di chi, come me, non possiede l’attrezzatura ideale.

Farinata ligure, ricetta.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Ingredienti (per due teglie rotonde da 30 cm).

  • 200 grammi di farina di ceci
  • 600 ml d’acqua a temperatura ambiente
  • 2 pizzichi di sale fino
  • 50 grammi di olio extravergine d’oliva
  • se ti piace, puoi aggiungere rosmarino fresco in superficie e pepe, macinato al momento a fine cottura.

Preparazione.

  1. L-antica-Cuciniera-Genovese-lacasettadelmerlo.wordpress.comStempera la farina di ceci in una ciotola aggiungendo l’acqua un po’ alla volta, usando una frusta a mano per evitare i grumi; dovresti ottenere una pastella molto fluida.
  2. Aggiungi 2 abbondanti pizzichi di sale, mescola e lascia in infusione a temperatura ambiente per 4 o 5 ore (coprendo la ciotola con un coperchio o della pellicola).
  3. Scopri la pastella e togli con un mestolo forato (schiumarola) la schiumetta che è salita in superficie.
  4. Adesso puoi preparare la teglia: versa metà dell’olio e distribuiscilo in modo uniforme, coprendolo poi con metà della pastella. Rimesta la farinata con i rebbi di una forchetta, in modo che l’olio si amalgami alla pastella.
  5. Se hai due teglie e il tuo forno è abbastanza grande da contenerle entrambe, puoi preparare subito anche la seconda farinata e infornarle insieme; io ne ho preparata una alla volta.
  6. Aggiungi il rosmarino e metti a cuocere la tua farinata sul ripiano più basso del forno, in modalità ventilato, a 250°C per i primi 10 minuti; trascorso questo tempo, spostala sul ripiano intermedio del forno dove puoi lasciarla in modalità statico fino a quando non avrà un bel colore dorato (altri 10 minuti circa).
  7. Spolvera con il pepe e gusta la farinata ancora calda: non è squisita?

    Farinata ligure, ricetta.
    © Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

E tu … qual’era la merenda delle tue vacanze da bambino? …

Loano, estate 1975
Loano, estate 1975

 

 

Post dedicato ad Andrea, tenero compagno di giochi e di merende.

Elena

La Casetta del Merlo, agosto 2019

40 risposte a "Il vicino troppo vicino, le ciabatte trascinate, la sabbia che pizzica … però che buona la farinata!"

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  1. Deliziosi, i due piccoli divoratori di farinata 😊

    Quando ero bambino le mie merende preferite avevano sapori di montagna: mirtilli, lamponi, e poi… la marronata! Non so quanta ne ho mangiata. Fino a qualche tempo fa, tutte le volte che mia sorella doveva recarsi in Francia per lavoro, al ritorno mi portava la crème de marrons de l’Ardèche 🤪

    A Loano, durante una delle mie (rarissime) vacanze al mare, avevo conosciuto quella che 9 anni dopo sarebbe diventata mia moglie: la sua famiglia trascorre là l’estate pressoché da sempre. Tu ci sei poi tornata?
    Ciao, Elena. Buona giornata 🙂

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    1. Buongiorno Claudio, immaginavo che tu non fossi un tipo da spiaggia 😉 Sono tornata diverse volte a Loano perché i miei suoceri avevano una casa lì, ma gli unici luoghi che in Liguria mi hanno stregata sono le 5 Terre e Portovenere, soprattutto fuori stagione … per me la combinazione mare – scogli – solitudine è irresistibile! Ciao, a presto 🙂
      ps: adoro la marronata!!!

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  2. da bambino mio padre ci portava al mare la domenica a Mergellina in mezzo alle barche dei pescatori, oppure sugli scogli di Santa Lucia, si prendeva il tram, per merenda si prendevano delle pizze a portafoglio dalla pizzeria di fronte alla spiaggia.

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    1. Questo mi ricorda delle altre vacanze al mare, quelle in Abruzzo (mio papà è originario di lì): in quel caso la merenda era proprio la pizza, tagliata a quadri e piegata in due (e i maritozzi con la panna a colazione). Che fame però, già a quest’ora …. Ciao, buona giornata

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    1. Ciao Elena!!! Ma non mi è arrivata la notifica uffa 😡! Ad ogni modo bellissimo post, fantastica farinata e la mia merenda??? Pane e burro anzi tanto pane e tanto burro !!! E magari un cucchiaio di zucchero … pane burro e zucchero!! Mmmmhh 😂😂 ho visto il caschè! Andavi dal mio stesso barbè Elena?????

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  3. Spiaggia in inverno: Churros. Spiaggia in estate: Mascotte. Peccato per le farinate che il mio forno sia contemporaneo all’invenzione dei testi! 🙂 🙂 🙂

    Bonjour Elena,

    Alex

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  4. Non la amo (credo sia un’eresia per una ligure), ma tu riesci a rendere sfiziose anche le ricette che non mi convincono ;). Che ne dici, in alternativa, di una bella fetta di focaccia di Recco? P.S. Credo che mia mamma, da qualche parte abbia lo stesso vecchio libro di ricette 🙂

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  5. delizioso post. io sono genovese, vegana e celiaca quindi la farinata è una vera salvezza quando sono fuori e non trovo niente con cui nutrirmi…è davvero buonissima. Per la tua domanda, non associo le vacanze a una merenda particolare, abbiamo sempre avuto una casa in campagna (vagando tra Liguria e Piemonte) erano mesi interi in mezzo alla natura e associo questo alla marmellata di prugne (in genovese le “arselline”, quelle scure e molto piccole) che si faceva sempre: odore di buono, di ricordi, direi la mia “Madeleine”.

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  6. La farinata di ceci, una cosa che mi ha sempre incuriosita ma che non ho mai fatto… ora mi stampo la tua ricetta (e soprattutto segno “farina di ceci” sulla lista della prossima spesa!) e chissà che sia lo stimolo giusto.
    Rosmarino in superficie e pepe li metterò di sicuro! Fortunatamente il rosmarino lo posso rubare all’ultimo momento nell’orto di papà, che è anche un mio vicino di casa he he he…

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  7. Ottima la farinata! Da lucchese adoro i ceci: uno dei nostri piatti tipici è pasta e ceci….. Se ripesco dalla memoria qualche ricordo di infanzia, mi viene subito in mente la merenda che mi preparava la governante (oggi si direbbe la badante) di mio nonno, in Garfagnana: pane, burro e zucchero. Quello veramente lo associo ad una sfilza di vacanze estive sui monti…. che nostalgia!

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    1. La pasta e ceci è una delle ricette che ho in programma di pubblicare, mi piace molto (quando ci saranno temperature più adatte, però) e pane, burro e zucchero credo fosse un classico per chi era bambino negli anni 70; io lo alternavo con pane, olio e sale ed erano entrambi spuntini deliziosi! Un abbraccio e a presto Pina 🙂

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