Quel piccolo, dolce piacere: la crème brulée di Amélie.

Ad Amélie piace:

«al cinema, voltarsi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori

cogliere quei particolari che nessuno noterà mai

tuffare la mano in un sacco di legumi

rompere la crosta della crème brulée con la punta del cucchiaino

 far rimbalzare i sassi sul canale Saint Martin».

E tu, quali sono i piccoli piaceri che ti addolciscono la vita? …

Mentre ci pensi, io vorrei ricreare la magia de Il favoloso mondo di Amélie, la più dolce e sconclusionata favola che Jean-Pierre Jeunet ci abbia raccontato, preparando proprio la crème brulée

e poi voglio vedere chi resisterà ad affondare il cucchiaino in quella invitante crosticina!

LA CRÈME BRULÉE DI AMÉLIE

Ingredienti.

La ricetta che ho seguito è di Christophe Felder, tratta dallo splendido manuale PÂTISSERIE (ovvero una delle principali cause delle mie disgrazie al livello del girovita, ma del resto non si può avere tutto).

Crème brulée, ricetta originale francese.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com
  • 1 baccello di vaniglia
  • 25 cl di latte intero fresco
  • 25 cl di panna liquida fresca; in questa preparazione la qualità della panna e del latte è molto importante, scegli i migliori possibile! Se poi preferisci una crema ancora più cremosa e ricca, puoi eliminare il latte e usare 50 cl di panna liquida in totale.
  • 5 tuorli
  • 70 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di zucchero grezzo di canna per la finitura

Per cuocere la crème brulée ti occorreranno dei piccoli contenitori, preferibilmente bassi e larghi; l’importante, comunque, è che siano adatti alla cottura in forno. A seconda delle dimensioni delle tue pirofiline, con le quantità indicate potrai preparare 5 o 6 creme.

Crème brulée, ricetta originale francese.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Preparazione.

  1. Incidi il baccello di vaniglia per il lungo e raccogli la polpa con la punta del coltello (non buttare il baccello vuoto: sepolto nel barattolo in cui tieni lo zucchero per fare i dolci, il suo aroma durerà molto a lungo profumando lo zucchero e anche tutta la dispensa).
  2. Metti il latte a scaldare sul fuoco (con il fornello al minimo) con la polpa di vaniglia, finché non arriva a bollore.
  3. Intanto sbatti i tuorli d’uovo e lo zucchero semolato con una frusta a mano o un frullino elettrico: il composto deve diventare quasi bianco. Aggiungi anche la panna liquida e mescola con cura.
  4. E adesso versa a filo il latte caldo nel composto con le uova, sempre mescolando con la frusta, fino ad ottenere una crema densa. Infine metti la crema a riposare in frigorifero, in un contenitore coperto, per un paio d’ore (giusto il tempo di riguardarti il film).
  5. Trascorso il tempo di riposo, accendi il forno: la temperatura di cottura della crème brulée non dovrebbe superare i 100°C (questo perché, come la crème anglaise, non deve bollire: saranno solo i tuorli a fare da “legante”) quindi io per sicurezza ho regolato il termostato a 95°C.
  6. Riempi i contenitori che hai scelto con la crema, delicatamente, e adagiali in una pirofila da forno (quella per le lasagne va benissimo); versa poi dell’acqua nella pirofila fino a immergere per 2/3 i contenitori.
  7. Inforna per circa 1 ora e 15 minuti; quando le creme sono cotte, lasciale raffreddare completamente a temperatura ambiente e infine mettile in frigorifero per almeno un’ora ancora.
  8. Al momento di gustare la crème brulée cospargila di zucchero di canna e poi bruciala con il cannello: ogni goloso concorderà con me che la crosticina di zucchero deve essere rotta quando è ancora calda e fumante, mentre il cuore della crema rimane freddo …

    Crème brulée, ricetta originale francese.
    © Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

E mentre rompi la crosticina della tua crème brulée, io ti saluto con le note della Comptine d’une autre été

A presto!

Elena

La Casetta del Merlo, luglio 2019

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26 risposte a "Quel piccolo, dolce piacere: la crème brulée di Amélie."

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  1. In realtà, la parte migliore della vita è fatta solo di piccoli piaceri, perché per godere appieno di quelli grandi è necessario assaporarne un pezzettino alla volta – altrimenti ti travolgono.
    Ieri sono passato da Nus e ho inviato un pensiero dolce e grato alla Casetta del Merlo 🙂

    Piace a 2 people

    1. Ma nooo!!! Ieri ho passato quasi tutto il giorno nelle aiuole a trafficare (eh già, non soffro molto il caldo) Magari mi siete anche passati accanto e non ho visto …
      Ovviamente concordo per quanto riguarda i piccoli piaceri, del resto è la “filosofia” del mio blog 🙂
      Ciao Claudio, buon weekend

      Piace a 1 persona

  2. Quello che mi incanta delle tue ricette non è tanto il risultato finale quanto il come ci arrivi, con meticolosità, poesia e piccoli segreti (non buttate via il bacello della vaniglia mettetelo nel barattolo dello zucchero a profumarlo. Per me che manco sapevo avesse un bacello la vaniglia, questa è pura magia)
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Grazie davvero per questo commento! Quando scrivo una ricetta, penso sia utile mettere anche quei trucchetti che io stessa ho scoperto man mano … a volte ho la sensazione che in alcune spiegazioni che si trovano on line vengano omessi proprio quei piccoli dettagli che possono fare la differenza (insomma, niente a che vedere con il piacere della condivisione come io lo intendo 😉 ).
      Grazie ancora e buon fine settimana!

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  3. Quanto sei brava ad ingolosirmi!!!

    Non so dirti quali siano i miei piccoli piaceri perché essendo piccole cose se ne possono assaporare tante, in continuazione, quindi ce n’è in gran quantità, quotidianamente! Senza saper godere di ogni briciola (ma non stiamo parlando solo di cibo eh!) sarebbe troppo dura andare avanti…

    Piace a 1 persona

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