Bruscoli da Firenze: la storia di un sex symbol.

Questa è una storia vera.

Ha inizio il 13 settembre dell’anno 1501, quando allo scultore Michelangelo Buonarroti venne concesso di lavorare un grande blocco di marmo, lasciato da tempo a prender polvere in un angolo del cantiere della Cattedrale di Firenze.

Non che si trattasse di un grande onore: il marmo era piuttosto friabile, indebolito da alcune fenditure e in più altri artisti ci avevano già messo mano, abbandonando poi l’impresa… tant’è che il giovane artista (Michelangelo, anche se già godeva di una certa fama, all’epoca aveva solo 25 anni) accettò di buon grado la commessa, consapevole del prestigio che gli avrebbe donato un  eventuale successo, ma già dal secondo giorno di lavoro si premunì di nascondere il suo operato da sguardi indiscreti.

Ma qual’era questa commessa? Creare una statua di Davide prima della biblica lotta contro Golia, destinata ad ornare i contrafforti della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Fu così che per quasi due anni Michelangelo e il suo David vissero in simbiosi in quello che oggi è il cortile del Museo dell’Opera del Duomo, ben nascosti da un’alta palizzata in legno. Mi riesce facile immaginare il clima di aspettativa che tutto questo mistero può avere creato tra i fiorentini curiosi!

Tutte le curiosità vennero soddisfatte il 23 giugno del 1503, in occasione della festa di S.Giovanni, quando la statua era ancora da completare, ma l’artista era ormai certo di riuscire a portare a termine il suo lavoro. Cosa pensarono i popolani fiorentini in quella circostanza non ci è dato saperlo, ma penso che le colte parole di Vasari (1511-1574) potrebbero ben riflettere il pensiero comune:

«… veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero»

«Mai più s’è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi, né mani, né testa che a ogni suo membro di bontà d’artificio di parità, né di disegno s’accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o ne gli altri da qualsivoglia artefice».       Giorgio Vasari

Il che, tradotto in parole semplici, vorrebbe dire: «Ma è bellissimo!» E, aggiungerei, per nulla evocatore di pensieri più o meno adatti ad un credente (tanto meno  una credente) che sia prossimo ad entrare nella Cattedrale, tant’è che sul contrafforte cui era destinato il David non ci arrivò mai.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci
https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci

Per prendere una decisione a proposito della nuova collocazione fu necessario istituire un’apposita commissione, formata da esperti di tutto rispetto: Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Filippino Lippi, Davide Ghirlandaio e diversi altri famosi artisti dell’epoca.

Tra questi c’era anche Leonardo da Vinci, il quale propose di … infilarlo in una nicchia sotto la Loggia della Signoria in modo che non potesse intralciare le parate militari. Rivalità tra colleghi o, forse, un pizzico di invidia malcelata davanti a un’opera che, appena nata, era già certo che sarebbe diventata un mito? Del resto questo disegno di Leonardo, che sembra una grottesca caricatura del David, parla da sé.

In ogni modo la proposta di Leonardo non venne presa in considerazione e il David, con soddisfazione di Michelangelo, venne sistemato in bellavista davanti a Palazzo Vecchio, dove era possibile ammirarlo a tutto tondo.

David di Michelangelo, Firenze.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Con la collocazione in Piazza della Signoria, anche il significato dell’opera si arricchisce di nuovi sottintesi: da eroe biblico David diventa il simbolo della Repubblica di Firenze. Idealmente, il governo doveva proteggere la città contro i soprusi della famiglia Medici, usando l’intelletto invece delle armi (il giovane Davide è armato solo di una fionda e sconfigge il gigante Golia grazie alla fiducia in sé stesso e a una buona dose di protezione divina, che non guasta mai).

Bisogna dire che negli anni a seguire il David, seppur riconosciuta icona di bellezza ed altre virtù, non ebbe comunque una vita facile: tra una cacciata e l’altra dei Medici venne preso a sassate, colpito da un fulmine e infine, durante un tumulto, nel 1527 perse il braccio sinistro … Fu grazie a Vasari, che nascose i frammenti della statua, che in seguito fu possibile ricostruire le parti mancanti ed averlo ancora integro tra noi.

Tra noi, ma … non in Piazza della Signoria! La statua che vediamo oggi davanti a Palazzo Vecchio è una controfigura. Nel 1872 le condizioni di conservazione del David erano compromesse al punto da spingere i governanti ad organizzare il viaggio dell’eroe fino alla Galleria dell’Accademia. Fu così che David, attraverso le vie cittadine affollate di fiorentini preoccupati per la sorte del loro simbolo e modello, venne trasportato con mille attenzioni verso la nuova location.

Si direbbe che, finalmente, David si trovasse in un luogo protetto (dalle intemperie e dagli uomini) e invece … ecco che nel 1991 a un pazzo passò per la mente di prenderlo a martellate, e purtroppo passò dal pensiero ai fatti: questa volta ci rimise qualche dito del piede sinistro. A porre rimedio fu l’ Opificio delle pietre dure di Firenze, che in occasione dei 500 anni del David avviò inoltre un ciclo completo di restauri e pulizia accurati dell’opera e  infine lo restituì a tutti noi come lo vediamo.

Io non ho le competenze artistiche per dire se la fama nei secoli del David di Michelangelo sia meritata o meno, ma guardandolo col naso in su nella Galleria dell’Accademia non posso evitare di ammirarlo, cedendo insieme a tanti altri visitatori al suo immutato fascino, e ti invito a fare altrettanto!

David di Michelangelo, Firenze.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com
David di Michelangelo, Firenze.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

E poi dimmi: non è bellissimo?!

David di Michelangelo, Firenze.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Elena

La Casetta del Merlo, Maggio 2019

 

 

 

 

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13 risposte a "Bruscoli da Firenze: la storia di un sex symbol."

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