Le note del bel canto, un dipinto da sogno e un fantasma: c’est l’Opéra Garnier!

A Parigi c’è un luogo in cui elementi apparentemente in contrasto si incontrano, dando vita ad una scenografia tra le più sconcertanti e spettacolari, nel suo genere: oggi vado alla scoperta del palazzo dell’ Opéra Garnier.

La giornata non inizia nel migliore dei modi, mentre percorro l’Avenue de l’Opéra nell’ ora di punta di un giorno feriale, con il vento e gli ombrelli aperti che rendono ancora meno piacevole la mia passeggiata …

e mi ritrovo a pensare alle mattine in cui correvo anch’io, come queste persone che mi sfiorano frettolose, per Corso di Porta Venezia a Milano. Le similitudini non finiscono qui, perché proprio come Corso Porta Venezia anche questa grande arteria parigina … non ha neppure un albero, ad alleggerire le facciate austere e imponenti dei palazzi ottocenteschi!

Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Esposizione di Palais Garnier, foto di Elena Palombo

Il motivo che ha spinto il barone Haussmann, in piena fregola rinnovatrice da II Impero, a privare questo grande viale di una nota di verde è legato alla mia destinazione: il nuovo Teatro dell’Opera di Parigi doveva essere visibile da molto lontano, senza neppure un ramo fiorito a distrarre i passanti dalla sua magnificenza. Oggi, purtroppo, ci pensano le macchine incolonnate che hanno sostituito le rare carrozze trainate dai cavalli a distrarre anche chi, come me, si farebbe ammaliare molto volentieri dalla grandeur di Palais Garnier (se non altro per entrare nello spirito di un’epoca in cui l’ostentazione sfacciata di ricchezza da parte di Napoleone III non faceva ancora presagire la sconfitta dell’imperatore francese nella battaglia di Sédan e il ritorno definitivo alla Repubblica … oppure si?!)

Comunque sia, intanto ho raggiunto la mia meta e infine entro a Palais Garnier, dove si avverte da subito la presenza di un personaggio decisamente più simpatico di Napoleone III: è Charles Garnier, l’architetto giovane e sconosciuto che, vinto il concorso bandito nel 1860, ha avuto l’onore e l’onere di creare per Parigi il suo nuovo e grandioso Teatro dell’Opera.

E ce l’ha proprio messa tutta! Gli esterni e soprattutto gli interni del palazzo sono un susseguirsi continuo di stili e atmosfere diversi, in un crescendo di stravaganza e opulenza … la consapevole ricerca dell’ effetto wow, pur senza rinunciare alla funzionalità, è più che evidente.

Io adesso mi trovo nella Rotonde des Abonnés  e immagino di essere un habitué che, sfoggiando un nuovo abito da sera, sorride ai volti noti radunati qui in occasione di una nuova rappresentazione: vuoi proseguire anche tu la visita con me?

Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Bassin de la Pythie ©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Dopo aver oltrepassato la Rotonde des Abonnés, non senza aver notato la “firma” di Garnier tra gli arabeschi al centro del soffitto, scendiamo allora insieme nel Bassin de la Pythie, dove la sacerdotessa di Apollo ci dà il benvenuto circondata da luci soffuse color fucsia (che, credo, non sarebbero affatto dispiaciute al creatore di questo teatro).

Salendo i gradini dell’imponente Grand Escalier entriamo definitivamente nell’atmosfera del luogo: come non percepire infatti che, prima ancora di assistere allo spettacolo teatrale, era un’altra la rappresentazione che andava in scena?

Ogni persona che sale questa navata alta trenta metri è perfettamente visibile, grazie all’illuminazione a giorno, dagli appositi balconcini in marmo …

e se noi oggi dobbiamo accontentarci di un gruppetto di turisti orientali e di qualche famiglia con bambini, è facile immaginare gli sguardi, le risatine e la profusione di pettegolezzi che dovevano animare questi affacci negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, quando l’élite parigina ingannava il tempo in attesa di andare a prendere posto in sala!

Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Sala del Teatro ©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

E anche la grande Sala del Teatro (sono ben 2200 gli spettatori che possono accomodarsi sulle morbide poltroncine di velluto rosso, colore scelto per esaltare l’incarnato delle dame), costruita secondo la tradizione dei teatri all’ italiana, è stata evidentemente pensata per vedere ed essere visti, con agio e discrezione …

anche se più di ogni altro particolare, è il soffitto a catturare lo sguardo di noi turisti curiosi!

Chagall, Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Sala del Teatro ©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Originariamente affrescato da Jules Eugène Lenepveu (pittore amato da Napoleone III), il plafond dal 1964 è ricoperto con un telaio in legno dipinto a vivaci colori con scene ispirate alle opere di 14 celebri compositori, tra cui Mozart (Il flauto magico, in azzurro), Bizet (La Carmen, in rosso), Tchaikovsky (Il lago dei cigni, in oro), Wagner (Tristano e Isotta, in verde) …

C’è chi dice che Marc Chagall, con il suo soffitto da sogno offerto in dono alla città che lo aveva accolto, abbia inserito una nota stonata nella sinfonia dell’ Opéra, ma davvero può esserci una nota stonata nell’ edificio, forse, più eclettico d’Europa? Io penso solo che sia tra le opere più belle che io abbia mai visto, e nessuna foto potrà mai ricreare l’emozione di guardarlo con i tuoi occhi la prima volta!

Per ogni sogno, però, c’è spesso un incubo a fare da contraltare, e anche l’ Opéra Garnier ha il suo fantasma.

Una sera di maggio del 1896, il contrappeso dell’enorme lampadario di bronzo e cristallo che ora vediamo al centro del dipinto di Chagall cadde, offrendo agli spettatori il raccapricciante spettacolo delle membra recise di un’anziana signora sparpagliate sugli abiti eleganti di chi sedeva nelle vicinanze. Come non bastasse, la sfortunata occupava la poltrona n° 13 …

C’era materiale più che sufficiente per ispirare il romanzo di Gaston Leroux, nel quale Il Fantasma dell’Opéra è un fascinoso emarginato che abita i meandri nascosti del palazzo e cerca con ogni mezzo di far innamorare di sé la bella cantante Christine. Chissà se è proprio la sua storia che queste due bimbe ferme davanti alla porta del palco n° 5, quello che il fantasma pretendeva fosse riservato a lui quando Christine si esibiva, stanno ascoltando con tanta attenzione dalle audio-guide?

Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Salon du Glacier ©Elena Palombo

Adesso però (a malincuore) dobbiamo lasciare la Sala del Teatro e i suoi palchi perché Monsieur Garnier non ha ancora finito di stupirci. Il prossimo ad aspettare la nostra visita è il Salon du Glacier, una luminosa sala circolare decorata in stile Belle Époque dove venivano allestiti sontuosi rinfreschi, con baccanti e fauni ad accoglierci (e io non ho potuto fare a meno di fotografare, fra tutti, il pannello dedicato alla pasticceria).

Sono sicura, però, che sarà il Grand Foyer, la sala dove gli spettatori passeggiavano e si pavoneggiavano tra un atto e l’altro, a lasciarti a bocca aperta (se in bene o in male, decidilo tu); qui il suo creatore ha voluto ricreare una sala che ricordasse la Galleria degli Specchi a Versailles, ma senza le ampie vetrate affacciate sul parco di quest’ultima e una patina d’oro … ovunque! Il soffitto non è da meno: il pittore che ha avuto l’incarico di decorarlo, Paul Baudry, si sarebbe ispirato nientemeno che alla Cappella Sistina.

Al centro del Foyer troneggia il busto di Charles Garnier.

Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Grand Foyer ©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com
Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
Terrazza del Grand Foyer ©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com
Opéra Garnier, Teatro dell'Opera di Parigi.
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Rimpiangendo la leggerezza del soffitto di Chagall più di prima, andando verso l’uscita percorro un’ultima volta l’Avant Foyer, dove i mosaici cangianti fanno da sfondo ai bei costumi di scena esposti nelle teche di vetro, e mi arrivano le voci attutite degli allestitori che stanno preparando il palco per la prossima rappresentazione: è Il Lago dei Cigni di Tchaikovsky, una delle opere illustrate da Chagall, ma io per allora sarò già ripartita …

Elena

La Casetta del Merlo, marzo 2019

 

12 risposte a "Le note del bel canto, un dipinto da sogno e un fantasma: c’est l’Opéra Garnier!"

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  1. E’ bellissima questa visita all’Operà Garnier ! Le foto trasmettono una magnificienza superba e tu sei bravissima a raccontare il tutto ,trasmettendo un pathos misterioso.

    Grazie Elena per questo interessante tour !!! ❤

    Piace a 1 persona

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