In fondo al sentiero delle tee c’è un piatto di pizzoccheri.

Sentiero delle tee, Livigno.
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Il troi da li tea (il sentiero delle tee) è una bella passeggiata di montagna che collega le tante baite e fienili (le tee) che si affacciano sul versante a nord-ovest di Livigno. Anche i più pigri come me possono seguire la sterrata senza patemi d’animo, a piedi o in mountain bike, e andare alla scoperta dei bei panorami che questa vivace cittadina (forse più famosa per le sue boutiques e i numerosi locali della via centrale) regala a chiunque abbia voglia di infilarsi un paio di scarpe da trekking.

L’unica salita un po’ impegnativa possiamo lasciarcela alle spalle all’inizio della passeggiata, nei pressi del ponte di Calcheira (1846 mt slm); il sentiero da seguire è il n°190, sulle orme dei contadini di un tempo che percorrevano questo tracciato con il bestiame o carichi di fieno.

Sentiero delle tee, Livigno.
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Lasciando le diverse deviazioni per mete più impegnative ai più allenati, il sentiero è un piacevole susseguirsi di pascoli, tee e profumati boschetti, guardando il paese che abbiamo lasciato laggiù in fondo alla valle, fino alla discesa finale verso il Ponte Lungo (1875 mt slm).

Sentiero delle tee, Livigno.
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

A piedi o approfittando delle navette del comune di Livigno si può tornare da Ponte Lungo verso il centro molto velocemente, ma per chi volesse invece proseguire sul versante opposto è possibile risalire fino a circa 1920 mt, seguendo le indicazioni del sentiero n°100, che attraversa il bosco in direzione della frazione Teola per poi scendere verso il Lago del Gallo. La pista ciclabile ti riporterà al punto di partenza: il pont de la Calcheira.

Sentiero delle tee, Livigno.
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Io ho trascorso le vacanze estive per tanti anni a Livigno, con mia figlia piccola (il clima è paradisiaco, rispetto al caldo afoso delle estati milanesi, e le attività proposte per i bambini davvero tante) e questa passeggiata rimane uno dei miei ricordi più belli!

E poi …

be’, il secondo ricordo che mi lega a questi luoghi è una golosità tipica della Valtellina, che puoi apprezzare in tutti i ristori tradizionali della zona al termine della tua passeggiata: i pizzoccheri. Che oggi ho deciso di rifare nella cucina della casa in Valle d’Aosta, aggiungendo al condimento un pizzico di nostalgia.

I PIZZOCCHERI VALTELLINESI

La ricetta che ho seguito è quella codificata e registrata dall’ Accademia del Pizzocchero di Teglio® (http://www.accademiadelpizzocchero.it), spero che la mia esecuzione sia all’altezza e …

vuoi provare a fare i pizzoccheri anche tu insieme a me?!

Ingredienti per 4 persone.

Grano saraceno, tavola botanica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Fagopyrum_esculentum
  • 400 grammi di farina di grano saraceno; il grano saraceno, pur non appartenendo alla famiglia delle graminacee, in base al suo utilizzo viene in genere considerato al pari di un cereale. La sua terra d’origine, secondo recenti ricerche, è probabilmente l’Himalaya orientale mentre in Europa è arrivato nel tardo medioevo, periodo in cui il clima alpino era adatto anche alla coltivazione del grano: che meraviglia dovevano essere gli alpeggi durante la fioritura!
  • 100 grammi di farina bianca tipo 00
  • acqua quanto basta
  • 200 grammi di burro
  • 250 grammi di Casera dop, un formaggio valtellinese a pasta semidura prodotto con latte di mucca che, dopo una stagionatura media, acquista l’intensità aromatica tipica dei formaggi di montagna (quando vivevo a Milano non incontravo grandi difficoltà per trovare la Casera, qui in Valle d’Aosta la sostituisco con il fromadzo o una fontina poco stagionata; il risultato è senza dubbio un piatto “ibrido”, ma comunque molto gustoso)
  • 150 grammi di Grana Padano grattugiato
  • 200 grammi di verza; la variante con la verza è la mia preferita, ma a seconda della stagione può essere sostituita con coste o fagiolini
  • 250 grammi di patate
  • uno spicchio d’aglio
  • sale e pepe.

L’unico ingrediente che ho aggiunto alla ricetta originale è un bel ciuffo di profumata salvia.

Pizzoccheri valtellinesi fatti in casa, ricetta.
© Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Preparazione.

Inizia mescolando la farina di grano saraceno con la farina 00 e poi forma la fontana.

Nell’ incavo in centro versa un po’ d’acqua e poi inizia ad impastare; se necessario aggiungi ancora acqua, poco per volta, fino a quando non avrai la consistenza giusta (malleabile e non appiccicosa). Dopo aver impastato per circa 5 minuti dovresti ottenere un impasto asciutto e piuttosto rustico.

Tira la sfoglia con il matterello fino a quando avrà uno spessore di 2 o 3 mm e ricavane delle strisce larghe circa 8 cm, che poi potrai sovrapporre (infarinando bene tra una e l’altra).

Con un coltello ben affilato taglia la pasta nel senso della larghezza … ed ecco i tuoi pizzoccheri, che sono una sorta di tozze tagliatelle larghe fino a 1 cm e lunghe 8 cm.

Metti a scaldare l’acqua salata in una pentola capiente e quando arriva a bollore aggiungi le patate sbucciate e a cubetti. Dopo 5 minuti è il turno della verza tagliata a striscioline (o delle coste o dei fagiolini).

Dopo altri 5 minuti versa anche i pizzoccheri, che per essere al dente devono cuocere circa 10 minuti; questo dipende dallo spessore della sfoglia, ovviamente assaggiarli è sempre il metodo più facile per non rischiare di lasciarli troppo. A questo punto ricordati di mettere a scaldare nel forno acceso a 140°C una pirofila grande (oppure 4 pirofile monoporzione come le mie).

Raccogli i pizzoccheri con le verdure e le patate, con una schiumarola, e dopo averli scolati bene versali nel contenitore che hai scelto di usare alternando uno strato di pasta ad uno di Casera in scaglie e Grana grattugiato e così via. È importante che i piatti siano ben caldi perché grazie a questo accorgimento il formaggio si scioglierà facilmente.

Quando avrai finito gli ingredienti concludi cospargendo tutto con il burro, che avrai fatto fondere con la salvia e lo spicchio d’aglio (in camicia e schiacciato), e una macinata di pepe.

Pizzoccheri-valtellinesi-ricetta-lacasettadelmerlo.wordpress.com
©Elena Palombo per lacasettadelmerlo.wordpress.com

Ed ecco il tuo piatto di pizzoccheri: bollenti, filanti, profumatissimi e … anche tu non vedi l’ora di metterti a tavola?

BON APPÉTIT!

Elena

La casetta del Merlo, marzo 2019

P.S. Se ti ho fatto venire voglia di incamminarti sul sentiero delle tee (Livigno_Giro_delle_Tee_mappa) puoi raccogliere tutte le informazioni utili sul sito https://www.valtellina.it/ o sul sito per la Promozione Turistica del Comune di Livigno https://www.livigno.eu/. Buona vacanza!

10 risposte a "In fondo al sentiero delle tee c’è un piatto di pizzoccheri."

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  1. Sono stata a Livigno anni fa , quando avevo i ragazzi più piccoli. Siamo stati benissimo e abbiamo mangiato benissimo!!! Anche i pizzoccheri, che grazie alla tua ricetta, cercherò di riproporre sulla mia tavola! Grazie delle dritte cara Elena 🙂

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  2. Coi fagiolini è una variante che mi manca! Sarà che di solito li faccio quando papà arriva dall’orto con uno degli altri due ortaggi. Un piatto amato da molti, forse da tutti? Beh, vegani a parte!

    Bella anche la passeggiata, i sentieri di montagna regalano sempre qualcosa di speciale!

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  3. Conosco Livigno d’inverno, anni fa trascorremmo una bella settimana bianca insieme agli amici.

    Ricordo una cittadina molto fredda, ma ci scaldavamo nelle baite mangiando questi stupendi e buonissimi pizzoccheri che hai riproposto! Ne comprammo qualche confezione, ma prepararla è un’altra cosa!

    Ciao carissima, la montagna è bellissima d’estate!

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    1. Ciao 🙂 Sono d’accordo con te, apprezzo la montagna in estate! … anche se un anno, a Livigno, era il 20 agosto o giù di lì e ha iniziato a nevicare: va bene scappare dal caldo di Milano, ma così è stato anche troppo 😁 Un abbraccio e a presto, Elena

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