Antidoto all’autunno: il castagnaccio con le nocciole e i pistacchi croccanti.

Non mi piace l’autunno. Ecco, l’ho detto …

non mi piacciono le ombre brevi, quando il sole scappa via troppo presto per rifugiarsi dietro le montagne, troppo alte …

non mi piace quando, davanti ad un bosco di faggi incendiato di colore, riesco a vedere solo un regalo d’addio, prima che la natura si abbandoni a un sonno lungo e senza sogni, coperta da un logoro e gelido mantello …

non mi piace il freddo umido e buio …

Ma adesso basta, con questi non mi piace! Dopotutto, sono stata da poco nominata per il Sunshine Blogger Award … e allora via la tristezza, perché il mio bicchiere è pur sempre mezzo pieno (e magari, in questa stagione, anche di un buon rosso). Quindi vediamo, dell’autunno mi piace:

il cane che si tuffa nel mucchio di foglie secche che ho rastrellato sotto il caco

i maglioni di lana, caldi e “pizzicosi”

i bistrots del centro di Aosta, con le luci calde e il profumo di cannella

usare il mio ombrello di tessuto scozzese

accarezzare il micio che resta in casa a fare le fusa

l’impasto per la pizza che lievita accanto alla stufa

e poi ci sono loro: le zucche, il vino novello, i funghi e le castagne!

Ed è proprio alle piccole castagne, che ho affidato l’ingrato compito di inventarsi un antidoto per la mia tristezza … e devo dire che ci sono anche riuscite.

Il mio rimedio si prepara in cucina, con il forno acceso e le fruste al posto della bacchetta magica: vuoi prepararlo anche tu insieme a me?…

Ingredienti.

  • 250 grammi di farina di castagne
  • 1/3 di litro di acqua a temperatura ambiente
  • 50 grammi di pinoli
  • 50 grammi di uvetta
  • 50 grammi di nocciole tritate
  • pistacchi a piacere (io ne ho usati 30 grammi)
  • olio extravergine di oliva

Preparazione.

Castagnaccio-nocciole-e-pistacchi-lacasettadelmerlo.wordpress.comQuesta è la ricetta più facile e veloce in assoluto del mio repertorio, e anche l’attrezzatura necessaria è ridotta al minimo: dalla mia brocca degli utensili mi basta prendere le fruste, aggiungere una ciotola capiente, una teglia o una pirofila da forno … et voilà, ecco che sono già pronta per cominciare.

Per prima cosa, ricordati di mettere a bagno l’uvetta sultanina (ben sciacquata) circa un’ora prima di iniziare a preparare il castagnaccio.

In una ciotola capiente versa la farina di castagne, affinandola con le fruste asciutte per togliere i grumi. Aggiungi l’acqua versandola un po’ per volta e mescola con cura, sempre usando le fruste. Dopo qualche minuto avrai una pastella liscia e omogenea, alla quale aggiungere anche la granella di nocciole, l’uvetta (scolata e asciugata), 40 grammi di pinoli e qualche pistacchio tritato.

Ungi la tua teglia con l’olio extravergine.

Ancora un filo d’olio extravergine in superficie, a fare compagnia  ai pistacchi e ai pinoli che avevamo tenuto da parte per guarnire, e possiamo infornare!

Castagnaccio-nocciole-e-pistacchi-lacasettadelmerlo.wordpress.com (3)

Chi è più esperto di me suggerisce la cottura a 195°C (forno in modalità statico) per 35 minuti, ma dato che alla teglia in metallo o rame stagnato, come vorrebbe la tradizione, ho preferito le graziose pirofiline smaltate che mia sorella Chiara mi ha regalato di recente, ho aggiunto 5 minuti. In ogni modo, il castagnaccio è cotto quando la superficie si crepa e la frutta secca appare tostata.

Invitante questa crosticina croccante, vero? E sotto ci aspetta uno spesso strato morbidoso in cui andare a caccia di nocciole, pistacchi e golosa uvetta…

Castagnaccio con nocciole e pistacchi.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Non so se il mio antidoto sarà efficace anche per te, ma io già mi sento meglio, mentre scavo con la forchetta nel mio castagnaccio

con indosso il maglione di lana pizzicosa, il micio che fa le fusa, l’ombrello scozzese accanto alla porta …

e finalmente riesco anche a dire: BENVENUTO AUTUNNO!

Castagnaccio con nocciole e pistacchi.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Elena

La Casetta del Merlo, Dicembre 2018

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14 risposte a "Antidoto all’autunno: il castagnaccio con le nocciole e i pistacchi croccanti."

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  1. Sono nato in pieno inverno, ma adoro l’autunno. Amo anche i faggi, perché sono nato in un faggeto… No, non è esattamente così 🙂 In realtà sono nato a Torino, ma all’epoca mio padre era il medico condotto di un paese di campagna che si chiama Castagneto Po, situato sulla collina torinese esterna, a circa 500 metri sul livello del mare. Il territorio del Comune di Castagneto comprende una vasta riserva naturale, il Bosco del Vaj, ricco di faggi d’alto fusto, “regalo” dell’ultima glaciazione. Vissi là i miei primi anni e poi, trasferitasi la mia famiglia in città poco prima che cominciassi a andare a scuola, vi trascorsi tutte le vacanze estive fino a quando mio padre non decise di prendere casa in Val d’Aosta.
    Per me l’autunno è la stagione delle brume e delle riunioni conviviali. Colori profumi sapori più intensi che nel resto dell’anno. Vado matto per le castagne, superfluo dirlo, ma anche per altri piatti piemontesi tipicamente autunnali, come il fritto misto e ovviamente la bagna caoda. Niente di paragonabile, nelle altre stagioni 😉

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    1. Grazie per questo bellissimo commento, ricco di ricordi e di “antidoti all’autunno”, almeno dal mio punto di vista! Grazie anche da parte di mio marito che, da appassionato di autunno e di fotografia, non vede l’ora di esplorare il Bosco del Vaj … e questa volta magari lo accompagno anch’io, con una buona cena come degna conclusione di una bella giornata autunnale fuori porta! Buona domenica, Elena

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  2. Io adoro l’autunno, adoro i suoi colori, adoro i boschi che circondano la nostra casa e che proprio in questa stagione sono meraviglia per i nostri occhi… adoro un po’ meno la pioggia e l’umidità, ma anche queste ci vogliono!

    Che bella ricetta Elena, simboleggia l’autunno e deve essere proprio buona. Ho provato anch’io a fare il castagnaccio, ma solo con uvetta e pinoli. L’aggiunta di altra frutta secca deve dargli un sapore ancora più squisito!

    Te la copio, posso?

    P.S. Appena avrò un attimo proverò il “giochino”. Buona serata.

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  3. Lo vedi, lo vedi Elena che alla fine l’autunno piace anche a te! E’ così generoso l’autunno, ci regala intimità, attimi incantevoli con i suoi caldi colori. Il piacere di indossare qualcosa di caldo, anche se ” pizzicoso ” di goderci al meglio la buona cucina. Tenere acceso il forno senza rischiare di soffocare…

    Avrai capito che è la mia stagione preferita in assoluto, ma come tutte….dura tre mesi e se ne va… quindi porta pazienza, fra non molto sarà terminato, verrà l’inverno e…. in un attimo saremo in primavera!

    Buonissimo il castagnaccio. Nella versione con pistacchi e nocciole non l’ho mai assaggiato. Io lo faccio aggiungendo scorzette di arancia, noci, uvetta sultanina e pinoli. Ma proverò anche la tua variante. Perchè tu in cucina sei come il motto della pubblicità della galbani, la ricordi?

    ” perchè Galbani, vuol dire fiducia ” e io ne ho tanta nelle tue ricette!!!

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    1. Oh, cara! Spero tanto di non tradire la tua fiducia 😊. Alle scorzette avevo pensato anch’io, ma insieme a tutti gli altri ingredienti che ho usato …forse erano di troppo! Devo dire che la mia opinione riguardo l’autunno è peggiorata da quando vivo in Valle d’Aosta; l’aspetto che mi pesa è il tramonto così presto, in alcuni periodi già alle due del pomeriggio (con l’alba, se così si può dire, dopo le dieci del mattino…), e pensa che io vivo sul versante rivolto a sud. Come vedi, però, ho trovato il modo di consolarmi efficacemente 😉. Ciao, a presto!
      PS: adoro la lana che pizzica😀

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  4. In questo ti do’ pienamente ragione. Non ho idea di come si possa vivere in montagna, per quanto bella, come residenza di vita. Come in tutte le cose ci sono due facce della medaglia. Ma tu sei bravissima nel consolarti…. e viziare i tuoi lettori. Ciao dolce Elena ❤

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  5. Io in autunno ci sono nata, e mi piace tutto di questa stagione, a parte una cosa fondamentale: l’arrivo del freddo! Sono super freddolosa e non riesco mai a stare calda, ho sempre mani e punta del naso ghiacciate. Patisco, patisco da morire! Quindi mi dovrò pur consolare con qualcosa di goloso e questa mi sembra un’ottima idea…

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