Le margheritine di Stresa.

Non sono passati molti giorni da quando ho rivisto, con molto piacere, l’incantevole Castel Savoia a Gressoney Saint-Jean (A passeggio con la Regina) e senza dubbio sto ancora subendo il fascino della Regina Margherita, che in questa dimora da favola trascorreva rilassanti mesi estivi, perché non fa che tornarmi in mente!

In particolare, oggi è in cucina che mi sembra di avvertire la sua presenza …

Castel Savoia, Gressoney Saint-Jean, Valle d'Aosta
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Margherita di Savoia, orgogliosa Regina d’Italia dal 1878 e buona forchetta fin da bambina (un connubio che non poteva che promettere piuttosto bene), non ha mai ceduto ai francesismi in voga nell’Europa dell’epoca, né in ambito artistico e decorativo né tantomeno a tavola.

Così come gli abiti e i gioielli che amava indossare erano creati dai più esperti artigiani italiani, anche i piatti che preferiva erano quelli della cucina tradizionale: “Anche la Regina Margherita mangia il pollo con le dita”, recita un detto che ricorda un pranzo ufficiale durante il quale non si sarebbe fatta scrupolo di gustare nel modo più semplice delle saporite coscette di pollo.

Questi lati del carattere di Margherita, e anche l’indubbia popolarità di cui godeva, portarono cuochi e pasticceri a dedicarle più di una prelibatezza.

La più famosa tra queste è senza dubbio la pizza margherita.

Pare che, nel 1889, i monarchi si trovassero in viaggio a Napoli e che i responsabili delle cucine decisero di invitare a corte un tale Raffaele Esposito, uno dei più rinomati fornai della città. Posso ben immaginare l’ansia da prestazione che il poveretto dovette provare (altro che Masterchef), ma a quanto pare svolse il suo lavoro in modo egregio! Tra le diverse pizze che il mastro fornaio cucinò, fu la variante con pomodoro, mozzarella e basilico quella che conquistò la regina: saranno stati i colori (gli stessi del tricolore della neonata nazione) o le fette di mozzarella disposte come i petali di una margherita, fatto sta che da quel giorno la pizza più famosa nel mondo porta il suo nome.

Sono, però, soprattutto i pasticceri ad avere scelto come musa ispiratrice la regina Margherita,

e tra la profumata torta Margherita, il sostanzioso panforte senese e le delicate margheritine di Stresa, sono proprio queste ultime che voglio provare a preparare oggi con te, qui nella mia cucina!

Stresa, Isola Bella e Isola dei Pescatori.
©Davide Cenadelli per lacasettadelmerlo.wordpress.com

LE MARGHERITINE DI STRESA

Le margheritine, biscottini friabili davvero irresistibili nella loro semplicità, sono una creazione del pasticcere Pietro Antonio Bolongaro. Era il 1857 quando la futura regina, pare, il giorno della sua Prima Comunione si vide offrire questi fiorellini di frolla ricoperti di zucchero a velo …

e probabilmente le piacquero proprio tanto, se in seguito decise che dovevano diventare il dessert tradizionale per il ricevimento di Ferragosto della Casa Reale.

Chiara Fabrizi, l’autrice di numerosi articoli dedicati all’area del Lago Maggiore (ricchissimi di informazioni utili e curiosità sfiziose, li trovi su http://www.distrettolaghi.it) ci racconta che:

Sono pochissimi i pasticceri stresiani che possono vantarsi di realizzarle nel rispetto della tradizione e a mano, come il procedimento richiede: “La forma delle margheritine è data dall’impasto versato sulla placca con la tasca da pasticceria e leggermente schiacciato al centro da una leggera pressione del pollice” rivela la proprietaria della Pasticceria Jolly (Via Principe Tomaso, 17).

Quanto all’impasto, il segreto sta tutto nell’uovo: “Delle uova necessarie all’impasto si usa solo il tuorlo, ma sodo, che viene schiacciato e setacciato come una sorta di purea” spiega il signor Bruno Strola, pasticcere del Gigi Bar (Corso Italia, 30). 

E adesso, dopo aver carpito questi segreti ai pasticceri di Stresa e la ricetta originale agli archivi piemontesi … non mi resta che mettermi al lavoro, sperando di essere all’ altezza!

INGREDIENTI per circa 40 Margheritine di Stresa.

  • 175 grammi di farina 00
  • 175 grammi di fecola di patate
  • 125 grammi di zucchero a velo
  • 250 grammi di burro
  • tuorli d’uovo sodo
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 cucchiaio di scorza di limone, non trattato, grattugiata.
Le Margheritine di Stresa.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

PREPARAZIONE.

Per prima cosa ho preparato i tuorli d’uovo. Io li ho fatti rassodare in acqua (inizialmente fredda, poi portata a bollore), versandoli uno ad uno molto delicatamente, dopo averli separati dagli albumi; in questo modo ho potuto mettere da parte gli albumi per un’altra ricetta. Dopo circa 5 minuti di cottura a partire dal bollore, li ho raccolti con un colino eliminando l’acqua.

Sempre usando il colino, ho setacciato i tuorli secondo le indicazioni del pasticcere; l’uso dei tuorli sodi, anziché a crudo, rende questa pasta frolla particolarmente delicata e … frollosa”.

Nella planetaria (ma se preferisci puoi usare una ciotola e un frullino elettrico o anche una frusta a mano e olio di gomito, come vuole la tradizione) ho montato il burro ammorbidito e lo zucchero a velo, per unirli poi alla purea di tuorli.

A questo punto ho lasciato da parte il composto per setacciare insieme la farina, la fecola di patate, la polpa raccolta all’interno del baccello di vaniglia e la buccia di limone grattugiata; poi le ho disposte a fontana e le ho amalgamate al composto di burro, zucchero e uova.

L’impasto deve riposare a lungo in frigorifero: io l’ho lasciato un paio d’ore, come faccio d’abitudine per la pasta frolla, ma c’è chi suggerisce di lasciarlo dormire anche fino al mattino seguente.

Dopo aver disposto le margheritine sulla carta da forno (io ho barato, invece della tasca da pasticcere ho usato uno stampino per biscotti), i dolcetti devono cuocere in forno già caldo (in modalità ventilato) a 170°C per circa 15 minuti. A cottura ultimata, lascia raffreddare e infine puoi innevare le tue margherite di zucchero a velo: l’avvallamento in centro servirà a catturare lo zucchero!

Le Margheritine di Stresa.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Non è difficile, con questo profumino, immaginare le piccole mani e le guanciotte di una bambina di nome Margherita impiastricciate di zucchero a velo, mentre questi dolcetti le si sciolgono in bocca …

e tu, non hai già l’acquolina?

Le Margheritine di Stresa.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

BON APPÉTIT!

Elena, La Casetta del Merlo agosto 2018

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5 risposte a "Le margheritine di Stresa."

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  1. Ce l’ho sì l’acquolina in bocca!!! Queste margheritine devo essere buonissime! Metterò da parte la ricetta e quanto prima mi cimenterò. Grazie anche per le altre notizie riguardanti la pizza margherita, semplice e buonissima, la mia preferita!

    E’ confortevole venire in questa casetta!!! 🙂

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