Il Merlo al Lavoro. Come cucire una trapunta patchwork in 8 passi: 8. il BINDING.

Dopo una lunga pausa in cui brevi viaggi, divagazioni culinarie e soprattutto pressanti impegni familiari (anche un’operazione chirurgica, tanto per non farsi mancare nulla) hanno decisamente prevalso sull’hobby del cucito creativo, con questo nuovo post del Merlo al Lavoro  ti racconto l’ultimo passo nella creazione della mia trapunta patchwork ispirata ai colori delle Isole Eolie: il BINDING.

Patchwork e cucito creativo, binding. https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
BINDING © Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Il binding, ovvero la piccola cornicetta che rifinisce i lati del quilt, è il metodo più usato per rifinire i bordi di un quilt, perché permette di avere una finitura bella esteticamente, ma anche robusta e durevole nel tempo (dettaglio importante perchè i bordi sono facilmente soggetti ad usura).

Prima di vedere come cucire il binding, è però necessario passare attraverso una fase preparatoria, in cui bisogna controllare che il quilt sia perfettamente in squadra; questo passaggio è molto importante soprattutto per i lavori più piccoli, che magari andranno appesi alla parete, come fossero un quadro.

Il metodo più semplice per fare questa verifica consiste nel piegare il quilt in quattro parti e vedere se si sovrappongono in modo preciso. Se le differenze sono minime (come in effetti saranno se hai lavorato con precisione, di volta in volta, in tutte le fasi precedenti) puoi rifilare leggermente i contorni dove necessario, servendoti di piano da taglio, squadra e taglierina; nell’illustrazione seguente (tratta dall’utilissimo manuale di Linda Clements Enciclopedia delle tecniche Patchwork, Quilting e Appliqué) è indicato come fare. Questi piccoli aggiustamenti non saranno visibili, guardando poi il lavoro nel suo insieme.

Binding, patchwork e cucito creativo. https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
BINDING (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué).

Se le differenze tra un lato e l’altro sono più importanti, non è comunque impossibile porvi rimedio senza essere costrette a scucire delle parti del lavoro (cosa che, a me, fa venire l’ansia solo al pensiero!). Il metodo consiste nel tendere sul pavimento il quilt, fissandolo a terra con gli angoli ben in squadra con del nastro adesivo di carta (o degli spilli, se sei sopra ad un tappeto), e inumidirlo leggermente con dell’acqua, vaporizzata con uno spruzzino. Dopo un paio di giorni di paziente attesa il trapuntino, asciugandosi, avrà preso la nuova forma e potrà essere rifilato e stirato.

E adesso finalmente passiamo al binding!

Il BINDING può essere singolo, doppio, con angoli dritti o con angoli mitrati (cuciti a 45°).

Quello che io preferisco, e che uso quasi sempre per i miei lavori, è il binding doppio con angoli mitrati (che vedi in foto) e qui di seguito proverò a spiegarti come realizzarlo … dopo avere spostato la micia!

Binding, patchwork e cucito creativo.
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

COME CUCIRE IL BINDING.

Il binding non è altro che una lunga striscia di tessuto, che borderà tutto il quilt rifinendolo in modo ordinato; a seconda dell’effetto che preferisci, può essere realizzato usando un unico tessuto oppure assemblato. Per la mia trapunta ho scelto un binding assemblato, per poter sfruttare diversi ritagli di stoffa che mi erano rimasti dalla lavorazione dei blocchi patchwork e del sashing, unendo gli scarti tra loro.

Per un binding doppio con una larghezza finita di 1,3 cm (1/2 pollice circa) è necessario tagliare una striscia di tessuto larga 7,6 cm; la lunghezza corrisponde, invece, alla somma dei 4 lati del tuo quilt + 25 cm circa per gli angoli e la sovrapposizione finale. Il mio trapuntino misura  230 x 230 cm , quindi la striscia di tessuto per il binding deve misurare cm 7,6 cm di larghezza x 945 cm (9 metri e 45 cm) di lunghezza.

Binding3 (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué) (2)
Immagine A

Sia che venga usato un unico tessuto, sia che si uniscano strisce di tessuti diversi, per ottenere un binding con una lunghezza di parecchi metri si rende necessario fare delle giunte. In genere viene consigliato di giuntare le strisce con una cucitura a 45°, in diagonale: piegando poi il tessuto, le cuciture faranno meno spessore perché non finiranno con il sovrapporsi nello stesso punto (immagine A).

Questa soluzione però non si presta se, come ho scelto di fare io, vuoi usare più tessuti; in questo caso le strisce vanno unite con cuciture dritte perchè l’estetica finale sarà migliore (immagine B). E’ importante che i tessuti usati non siano troppo spessi, ma usando i classici tessuti americani in cotone non incontrerai difficoltà; un altro accorgimento per evitare uno spessore eccessivo è stirare aperti i lembi di stoffa delle giunte sul retro.

Come cucire una trapunta patchwork in 8 passi: 8. il BINDING.
Immagine B: binding assemblato.

In entrambi i casi (giunte a 45° o diritte) bisogna prestare attenzione a non far coincidere le giunte con gli angoli del quilt, cosa che complicherebbe inutilmente il lavoro.

Una volta tagliate le strisce necessarie per avere un binding della misura che ti occorre e averle giuntate tra loro, puoi piegarlo a metà nel senso della lunghezza, lasciando a vista il diritto del tessuto, e stirare con cura; io a questo punto ho ottenuto, per esempio, una striscia di tessuto doppio lunga 945 cm e larga 3,8 cm.

Il passo successivo è poggiare il binding contro il top del quilt (inizia a metà del lato che sarà meno in vista) allineando il bordo del quilt e i due margini tagliati di tessuto, come nell’immagine C. Fissalo con degli spilli, e poi cuci ad una distanza di 6 mm.

 

Una distanza di 6 mm è anche lo spazio che dovrai lasciare libero quando, cucendo a macchina, arriverai in prossimità di ciascun angolo del quilt.

A questo punto, per fare l’angolo, procedi come illustrato nell’immagine D:

Binding2 (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué), https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
Immagine D (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué)

Dopo aver cucito il binding su 3 lati del quilt e aver superato i 4 angoli, continua a cucire fino a circa 15 cm dal punto di partenza. A questo punto piega a 45° i due capi del binding aperto e fissa la piega con il ferro da stiro, in modo che si tocchino (immagine E).

Binding3 (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué), https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
Immagine E (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué)

Taglia l’eccesso di stoffa.

Cuci in corrispondenza della piega, poi stira la cucitura aperta e infine piega di nuovo per il lungo il binding.

Adesso puoi cucire al quilt quei 15 cm circa di binding che avevi lasciato di margine.

 

 

Per fissare il binding alla parte posteriore, puoi girarlo verso il retro del quilt; qualche millimetro andrà per compensare lo spessore del sandwich (top, imbottitura e retro), lasciando intorno al top una cornicetta di 1,3 cm (1/2 pollice).

Sul retro del quilt, è poi possibile fissare il binding cucendo a mano, a sottopunto con piccoli punti invisibili (immagine F e G), o a macchina.

Binding4 (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué), https://lacasettadelmerlo.wordpress.com/
Immagine F – G (da L.Clements, Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué)

Io ho scelto di cucire il binding sul retro a macchina, in questo modo:

Binding, patchwork e cucito creativo.
Binding © Elena Palombo per La Casetta del Merlo
  1. ho fissato con degli spilli il lato inferiore del binding al quilt,  facendo attenzione che la cornicetta sul retro avesse una larghezza di circa 1,4 – 1,5 cm (cioè che fosse leggermente più larga del binding sul lato del top)
  2. ho preparato la macchina da cucire con il rocchetto di filo trasparente nella parte superiore e con un filo intonato al tessuto del retro (blu notte) per la bobina inferiore
  3. ho inserito il quilt sotto il piedino della macchina da cucire con il top rivolto verso l’alto e ho iniziato a cucire, molto lentamente, nella cucitura tra il binding e la cornice del top; qualche imperfezione non sarà molto visibile, avendo usato il filo trasparente.

 

Il mio trapuntino con i colori delle Isole Eolie è finito.

Binding, patchwork e cucito creativo.
Binding © Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Spero di averti trasmesso, con questa serie di articoli del Merlo al Lavoro, la voglia di sperimentare la splendida tecnica del patchwork anche a casa tua! E se vorrai chiedermi consigli o suggerimenti, o condividere con me le tue esperienze e i tuoi lavori, io sarò felice di risponderti: ti aspetto sul blog o, se capiti da queste parti, passa a trovarmi nella Casetta del Merlo!

A presto,

Elena

La Casetta del Merlo Maggio 2018

 

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6 risposte a "Il Merlo al Lavoro. Come cucire una trapunta patchwork in 8 passi: 8. il BINDING."

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  1. Io che di cucito non capisco niente, non posso che farti i miei complimenti per la chiarezza delle spiegazioni e naturalmente per il bellissimo lavoro, senza dimenticare la micia, che sembra apprezzare molto la tua creazione…
    Spero che tu stia bene, un abbraccio

    Piace a 1 persona

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