Il Merlo Goloso. Due cachi e un pugno di noci.

La Casetta del Merlo è una tipica abitazione di bassa montagna, costruita quasi tre secoli fa con la pietra del posto, e si affaccia su un piccolo cortile, abbracciata ad altre case simili.

E’ uno di quei posti in cui tra vicini ci si saluta dalla finestra al mattino appena alzati, prima ancora di mettere la caffettiera sul fuoco, innaffiare i gerani o uscire per una passeggiata con l’amico che ti aspetta scodinzolando sulla soglia.

Ed è la casa che più mi ha colpito quando da Milano siamo approdati qui, nel piccolo borgo di Nus. Una delle caratteristiche che mi è piaciuta sono state quelle piccole aiuole alla base della scala di accesso, che ho subito immaginato colme di fiori, farfalle e piante aromatiche, come nel minuscolo giardino di un cottage inglese dipinto a colori pastello da Beatrix Potter.

E poi … lo scontro con la dura realtà! La Valle d’Aosta è una regione montuosa –“Eh già” dirai tu – e in fondovalle nella fredda e spesso ventosa stagione invernale il sole tramonta dietro le montagne prima ancora delle tre del pomeriggio. Nei mesi estivi invece c’è luce in abbondanza, ma il caldo, per quanto non afoso, non è da sottovalutare.

Allora quale albero (perché io volevo un vero albero, che crescesse in altezza per poterlo guardare dalle finestre di casa, e in più che seguisse il corso delle stagioni) poteva essere adatto? Sono seguite richieste di opinioni ad amici e parenti come a sconosciuti in fila dal fruttivendolo, lunghe ricerche in internet (→ “pianta robusta, adattabile, praticamente indistruttibile”) e tutto quanto fosse possibile per racimolare un buon consiglio.

Il consiglio giusto infine è arrivato dalla proprietaria del vivaio I Giardini del Sole di St.Pierre, una signora molto paziente (e anche molto ben disposta per la passione per i beagles che ci accomuna) che alla terza volta che mi ha vista tornare ha preso una decisione definitiva: un albero di cachi. In effetti, se alcuni esemplari sono sopravvissuti al bombardamento di Nagasaki del 1945, il mio alberello sarà ben in grado di sopravvivere a qualche sbalzo climatico e alle mie cure maldestre!

E così è arrivato il caco che cresce davanti alla nostra casa e che in breve tempo ha anche attirato quel merlo, golosissimo dei suoi sgargianti frutti, che ha dato il nome a questo blog.

Cachi, novembre 2017
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Al momento ha raggiunto i 3 metri e mezzo di altezza e tra fine ottobre e novembre regala circa tre cassette di dolcissimi cachi, delle quali due vengono suddivise tra amici, vicini e (ovviamente) merli e la terza riposta in cantina insieme alle mele per due settimane, per completarne la maturazione. Questo passaggio, detto ammezzimento, permette di diminuire la concentrazione di tannini nei frutti, mentre quella degli zuccheri aumenta, facendo si che i cachi non allappino (o non leghino? … non sono mai riuscita a capire quale sia il termine corretto) più.

E finalmente i miei cachi sono pronti per essere mangiati! A me piace molto gustarne uno nella tarda mattina, tagliandolo a metà e raccogliendo la polpa con un cucchiaino

… oppure usarli per una delle mie creazioni in cucina:

LA CONFETTURA DI CACHI E NOCI.

Ingredienti.

  • 1 kg di polpa di cachi ben maturi (che non legano); se li acquisti, devi scegliere quelli con la buccia traslucida, quasi trasparente
  • il succo di 1/2 limone
  • 1 dozzina di gherigli di noci
  • 350 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di Rhum
  • 1 bustina di Fruttapec 3:1

A questi ingredienti aggiungi 3 o 4 vasetti di vetro con coperchi ermetici sterilizzati.

Preparazione.

I cachi vanno prima sbucciati e poi passati in un passaverdure (quello con i buchi grossi, che si usa anche con le patate per fare i gnocchi); puoi appoggiare il passaverdure direttamente su una pentola con i bordi alti, così poi la frutta in cottura non esploderà su pareti e fornelli.

Aggiungi il succo di limone e lo zucchero già miscelato al Fruttapec, poi mescola con un cucchiaio di legno e accendi il fuoco.

Usando la pectina la frutta deve bollire solo 4 o 5 minuti: in questo modo i cachi conservano quel bel colore arancione e anche il sapore, a mio avviso, ne guadagna. A questo punto puoi aggiungere il Rhum e i gherigli di noce spezzettati grossolanamente; a me piace lasciarli in pezzi abbastanza grandi, in modo che contrastino con la cremosità della confettura.

Versa la confettura ancora bollente, prima che inizi ad addensarsi, nei vasetti di vetro che hai sterilizzato in precedenza assieme ai coperchi. Riempi i vasetti fino all’orlo, chiudili e capovolgili su un piano in legno. Dopo circa 24 ore puoi riporre la tua confettura in un luogo fresco e buio, per consumarla più avanti, oppure gustarla subito … come ho fatto io per questa veloce merenda autunnale:

IL ROTOLO DI CACHI E NOCI.

Mi piacerebbe non sai quanto dirti che, per preparare questa personale variante di strudel, ho usato la mia pasta sfoglia … ma dopo svariati tentativi i miei risultati al riguardo sono ancora decisamente indecorosi, quindi devo ammettere a malincuore che il guscio del mio rotolo proviene dal piccolo (ma ben fornito) negozio di alimentari delle simpatiche Tania e Damiana, a due passi da casa.

Però è anche vero che devo proprio a questo dettaglio la velocità della preparazione della mia merenda!

E’ sufficiente infatti stendere la pasta sfoglia, coprirla con un sottile strato di confettura di cachi e noci, aggiungere una grossa mela gialla tagliata a dadini e 2 cucchiai di zucchero di canna, arrotolare il tutto …

e via direttamente in forno già caldo a 200° (modalità forno statico) per 35-40 minuti.

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© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Ecco il mio rotolo, perfetto per la merenda in terrazza, approfittando di uno degli ultimi pomeriggi tiepidi che la stagione regala, ma anche per la colazione di domani mattina.

E se poi hai voglia di arricchirlo con una cucchiaiata di soffice panna montata … diventa ancora più goloso!

IMG_7074
© Elena Palombo per La Casetta del Merlo

E tu? … qual’è la tua merenda preferita al sapore di autunno? 

BON APPÉTIT!

Elena, La Casetta del Merlo Novembre 2017

 

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