Il Merlo Curioso. Tra grilli, draghi e sirene.

Ricordi quei libri illustrati che sfogliavamo da bambini, che permettevano di creare animali fantastici unendo la testa di un ciprino dorato, il corpo della pulce del gatto e la coda del ratto canguro?

Anni fa passeggiavo lungo corso XXII Marzo a Milano, tenendo la mano cicciotta della mia bambina, e come spesso capitava ho deciso di entrare a curiosare nella libreria di quartiere.

E’ una di quelle librerie in cui si trova un po’ di tutto purchè d’antan: testi fuori produzione venduti a metà prezzo e dizionari, atlanti geografici e libri di fiabe illustrati, cataloghi di mostre passate e diari osé di personaggi vissuti i primi anni del secolo scorso …

Quando quelle manine cicciotte hanno preso un libretto a spirale tra i tanti e ho letto il titolo, di colpo mi sono ritrovata indietro nel tempo di quasi 40 anni, ai tempi dell’asilo (all’epoca la scuola materna la chiamavano così).

Il titolo, lo riporto fedelmente, è:

MIRABOLANTE ALMANACCO DELLA FAUNA MONDIALE

BESTIARIO UNIVERSALE DEL PROFESSOR REVILLOD

Miscellanea di curiosità per l’educazione del fanciullo e la curiosità dell’amatore, con tavole di Javier Sáez Castán e commentarii di Miguel Murugarren.

Per quel giorno non abbiamo cercato altro e, tornate a casa, abbiamo giocato a creare creature inverosimili fino all’ora di cena.

Mettendo in ordine l’ho ritrovato nella casa di Nus, poco tempo fa, e oltre a realizzare con piacere che mia figlia lo ha conservato finora, non ho potuto fare a meno di rimettermi a sfogliarlo, seduta sui gradini della sua stanza.

E poi un pensiero tira l’altro … e mi è tornato in mente che nel vicino Castello di Sarriod de la Tour, a poca distanza da St.Pierre, è conservato un originale bestiario, intagliato nel legno da mani medioevali. Chissà se sarei riuscita a interessare la mia bambina (che al momento è decisamente cresciuta e non ha più mani cicciotte) distraendola per un pomeriggio da smartphone e affini?

UNA VISITA AL CASTELLO SARRIOD DE LA TOUR

Arrivare al castello non è affatto impegnativo. Provenendo da Aosta lungo la strada statale, in auto o con la corriera locale, si arriva fino al paese di St. Pierre e lo si oltrepassa; poco dopo, sulla sinistra, un piccolo posteggio e una torre quadrata di pietra che emerge tra i campi piantumati a mele renette ti segnaleranno che sei arrivato a destinazione.

Sarriod de La Tour
© foto di Elena Palombo per La Casetta del Merlo

Ti consiglio di visitare il castello in primavera o in autunno: a parte la temperatura piacevole, avrai l’emozione di percorrere la stradina che porta all’ingresso circondato dai rami fioriti o carichi di frutti.

Oltrepassato il casale in cui ancora oggi vive la famiglia che si prende cura dei meleti e una parte delle mura, puoi ora inoltrarti all’interno del castello

alla scoperta di grilli, draghi, sirene e altre “particolarità”.

Alla parte più antica, che risale al 1200, appartiene una piccola cappella, dove la nostra simpatica guida ci indica le prime presenze, tra il grottesco e il fantastico, che abitano questo luogo … e devo dirti che già qui un certo guizzo di interesse ha fatto la sua comparsa, negli occhi dell’adolescente che mi accompagna.

In effetti è abbastanza inusuale, in una chiesetta, trovare accanto ai santi e alle teste coronate affrescati un grillo e due sirene!

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© foto di Elena Palombo per La Casetta del Merlo

In particolare il grillo è un grillo gotico, ovvero quella strana creatura dell’iconografia medioevale in cui una testa umana è collegata direttamente a tozzi arti o zampe deformi, che più avanti nel tempo ha ispirato anche il pittore fiammingo Bosch nelle sue tele (1450-1516). Del resto un artista così visionario e  ironico (ai confini del sadismo, direi) non poteva certo farsi sfuggire un soggetto di questa portata!

La nostra guida comunque ci rassicura dicendo che questo personaggio che fa le linguacce è stato dipinto sotto la finestra per impedire l’ingresso di spiriti funesti …

mentre le sirene bicaudate, con la doppia coda, riconducono ai temi della protezione e della fertilità, e sono anch’esse un baluardo contro il malocchio e svariate influenze maligne.


Le origini dei bestiari medioevali si perdono nell’antichità, nella mitologia greca e romana, nella Bibbia e nella mitologia orientale. I primi esempi di esseri fantastici con il corpo composto da parti di animali diversi appartengono alla cultura dei popoli della Mesopotamia: è quindi intorno al 3500 a.C. che la fantasia dell’uomo genera grifoni e chimere, sfingi, sirene e centauri, unicorni e fenici.

Nel Medioevo la rappresentazione di queste creature immaginarie, tramandate da generazioni di scultori, scribi, miniaturisti, pittori e narratori, è molto diffusa e il confine tra fantasia e realtà sempre più sfumato …

e inoltre al repertorio si aggiunge il contributo delle popolazioni celtiche, con draghi e salamandre!


Tornando alla nostra visita, dopo avere ammirato nella parte sovrastante la cappella altri affreschi quattrocenteschi più convenzionali e rassicuranti, proseguiamo alla volta della SALA DELLE TESTE … dove ho finalmente la certezza che lo smartphone è passato in secondo piano!

Qui le travi in legno del soffitto sono sorrette da 172 mensole intagliate con minuziosa cura, fin nei più piccoli dettagli, nella Bottega degli Intagliatori Valdostani che, verso il 1432, sembrano aver dato libero sfogo a tutte le loro fantasie.

Grazie al committente Giovanni Sarriod de la Tour, e al suo gusto per il grottesco, alzando lo sguardo ci si perde infatti in una realtà immaginaria popolata da draghi volanti, animali domestici e mostri feroci e soprattutto una serie infinita di personaggi in pose più o meno ardite e irriverenti che sembrano invitarti a partecipare a un alquanto bizzarro festino … è stato molto divertente scrutarle una ad una per scoprirle e indicarci a vicenda le più particolari!

Un ultimo giro all’interno delle mura, ammirando il panorama dagli scorci, e siamo pronte per tornare a casa, entrambe felici grazie a questo tuffo nel medioevo davvero inusuale.

Per qualsiasi approfondimento storico o artistico ti suggerisco di rivolgerti direttamente alle preparate guide del Castello Sarriod de La Tour, che ti accoglieranno all’ingresso sempre gentili e disponibili, e che ringrazio sia per la visita che per avermi permesso di scattare le foto degli interni.(http://www.regione.vda.it/cultura/patrimonio/castelli/castello_sarriod/informazioni_i.asp)

BENVENUTI IN VALLE D’AOSTA! 

Elena, La Casetta del Merlo Ottobre 2017

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