Il Merlo Curioso. Un tuffo tra mare e vento zafferano: le Isole Eolie (1a parte).

Le ISOLE EOLIE sono uno scenario magico in cui attori straordinari convivono, legati in un bizzarro matrimonio: tetre scogliere e mare da favola, vento caldo e fumo color zafferano, arbusti sopravvissuti al fuoco e uomini altrettanto tenaci.

Di questo strano equilibrio ho fatto parte anch’io, per un istante, tanti anni fa.

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©Elena Palombo per La Casetta del Merlo

E vagando nei vicoli in salita, tra i muri a calce e lo strapiombo nero che si butta nel turchino, ho scritto un breve racconto, per non dimenticare quelle sensazioni.

STROMBOLI

“ E’ mattina presto.

Un crocchio di gocce aggrappate ai pizzi trasparenti di una ragnatela si illumina e fa da specchio ai fiori del gelsomino.

La figura scura e sottile, un po’ curva,  si sporge appena appoggiandosi al muretto già tiepido e volge lo sguardo al largo, a spiare il rientro dei gozzi: “…bene…”

Poi torna a immergersi in quel rifugio di braci e mazzetti di origano appesi a seccare, di aglio e di menta. Il riflesso viola delle melanzane sparse sulla tavola ha attirato una mosca pigra, che sembra ipnotizzata dalla trama che orna quelle mani indaffarate.


Gli aranci intorno alla piccola casa chiara oggi stordiscono con il loro profumo, per festeggiare a modo loro la sposina bianca e sottile che sorride alle api.

Ha appena ricevuto in dono un mazzolino di rose, che le fa compagnia mentre tende l’orecchio ai primi rintocchi e al brusio pettegolo delle comari che si confonde col richiamo delle gazze tra i rami.

Era usanza, in segno di buon auspicio, interrare un piccolo arbusto alla vigilia delle nozze e il nonno, originale, aveva scelto un timido gelsomino e l’aveva sistemato proprio sotto la cucina, con attorno un muretto a secco a proteggerlo dallo scirocco e dalla salsedine.

Anche adesso, osservando il suo lavoro, annuisce soddisfatto mentre “la sua signora” (come la chiama quando vuole farsi perdonare) guarda e scuote la testa niente affatto convinta, mentre gli porge il cappello nuovo.

La sera prima tra i rami fioriti avevano appeso delle lampade di carta e le lucciole si corteggiavano nel lilla della salvia e del rosmarino, mentre le bimbe le ripetevano, imparata per l’occasione, una poesia che parlava d’amore e di mare. Poi le avevano regalato il libro, scritto in un paese lontano ma che sapeva degli stessi aromi che lei conosceva così bene.

Ora sente le loro voci e le immagina, impacciate nei vestiti della festa e con le coroncine fiorite tra i capelli, sbirciare nei panieri colmi di dolci alle mandorle.


Le rughe ai lati della bocca sorridono, adesso, mentre il profumo delle melanzane si mescola a quello dei piccoli fiori bianchi e colma la stanza.

Le voci familiari si fanno più vicine.

E allora si alza, ripone la rosa fatta seccare tra le pagine, e infine chiude quel libro di poesie, che parlano di mare e d’amore.”

© Elena Palombo, Aprile 2008

Ogni ispirazione nasce da un’esperienza, e quella stessa suggestione oggi è tornata, a suggerirmi una diversa creazione:

una fresca coperta con quegli stessi colori, in modo che potessero uscire dai miei ricordi: l’ebano della roccia nuda, il grigio del fumo guardato con sospetto dai pochi fiori tra gli arbusti e qualche uccello di passaggio, il bianco delle piccole case coraggiose e il blu profondo del mare.

Ma La Casetta del Merlo è anche un sito di viaggi e, per invogliarti a partire, sto già scrivendo un nuovo articolo con le esperienze che ti consiglio di non perdere, aspettando la tua prossima partenza alla scoperta delle Isole Eolie: a presto!

Elena, La Casetta del Merlo agosto 2017

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